Personaggi illustri, luoghi nascosti e curiosità della Ciudad Condal

Orson Welles

Non è certo un segreto l’amore che questo genio del cinema provava per Barcellona e la costa della Spagna. In particolare dopo aver girato Rapporto Confidenziale (Mr. Arkadin, ndr) a St. Pol de Mar. Pochi sanno però che nel 1965 scelse la città per girare Falstaff, trasformando il Castello di Montjüic nel palazzo di Enrico IV. Ma non è tutto: nel 1976 torna a Barcellona, come protagonista del film La nave dei dannati, con Faye Dunaway e Max Von Sydow tra gli altri.

Curiosità del modernismo

Uno dei più sorprendenti segreti della città modernista si nasconde nel Paseo Mare de Dèu del Coll, dietro la porta a sbarre della finca Sansalvador, disegnata da Josep Maria Jujol. Dall’esterno nessuno si immagina la moltitudine di grotte, arcate e pilastri in mattoni scavati nella roccia, che danno accesso ad un pozzo dal quale, agli inizi del secolo XX si estraeva un’acqua che veniva venduta come medicinale. La finca è sede del Laboratorio di Storia di Gràcia, con giornate aperte il secondo sabato e la quarta domenica del mese.

Mujeres del Càñamo

Sorprende, sulla Rambla di Poblenou, una targa dedicata, appunto alle donne di Càñamo. La targa è a ricordo delle lavoratrici della fabbrica di lavorazione della canapa, di proprietà dei Godó. La fabbrica si trovava in Calle Llacuna e dava lavoro a 2000 persone tra il 1882 e gli inizi del XX secolo. La fabbrica venne ceduta al regime franchista che ne fece una prigione per i cittadini repubblicani.

Cristoforo Colombo

Nonostante sia sempre stato dichiarato ufficialmente genovese, a Barcellona si insiste nel dire che Colombo era catalano. Ed il fatto è che, oltre al Salò del Tinell, luogo ufficiale di incontro con i Re Cattolici di Spagna, ci sono almeno altri due luoghi che i barcellonesi collegano a Colombo. Uno è Calle Boters: qui, secondo la leggenda è nato ed ha vissuto con il padre taverniere, accusato di omicidio ed ucciso sulla forca. Il giovane Cristoforo, quindi, scappò a Genova, rinnegando le sue radici. Un’altra leggenda dice invece che apparteneva ad una nobile famiglia de La Ribera, che viveva vicino alla Cattedrale di Santa Maria del Mar.

El Putxet

Chi non vorrebbe, per i propri figli una casetta in giardino in stile modernista? Sorprendeteli con el Putxet, proprio di fronte ai giardini Mercè Rodorera. Qui si trova uno spazio aperto, che è stato salvato dalla cementificazione proprio dal quartiere, per salvare la casetta modernista, un vero gioiello del XIX secolo. La casetta riproduce, in scala, un’unifamiliare completa di bagno, ed è ricoperta, all’esterno di “trencadis“, frammenti di mosaico tipici del modernismo catalano. Il belvedere, da qui, è impressionante.

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