Fare impresa in Spagna: i migliori settori

Tessile, alimentare, automotive, farmaceutico, meccanico, energetico, biomedico, ma anche quelli innovativi. Sono questi i settori in cui è preferibile investire e fare impresa, se si opta per Spagna. Il consiglio viene da Bertrando Di Renzo, nato nel ’71 a Campobasso, da undici anni residente a Barcellona, e da tre direttore Commerciale alla Camera di Commercio della città catalogna.

Sembra che, nonostante la crisi, la Spagna attiri parecchi italiani, pronti ad avviare attività autonome. “Questo Paese- spiega- ha calamitato in questi ultimi anni molte imprese italiane che hanno stabilito qui la loro sede. Imprese di grandi dimensioni, ma anche realtà più piccole, che hanno trovato qui un buon terreno e interessanti aiuti agli investimenti. E questo perché la Spagna è un Paese dinamico, che offre notevoli sostegni, soprattutto in alcuni settori leader”.

Ma quali le zone in cui sarebbe meglio investire?

“È difficile dirlo- risponde- Ogni Comunidad (Regione) offre degli aiuti distinti alle imprese che decidono di investire. Esistono degli Enti governativi, che aiutano le imprese ad effettuare le loro scelte. E noi aiutiamo le imprese anche in questo senso”. Sì, perché l’attività principale della Camera di Commercio consiste nel mettere in contatto imprese italiane e spagnole, allo scopo di creare relazioni commerciali e d’affari. “Io,  in particolare – aggiunge Di Renzo- mi occupo della elaborazione di progetti per imprese e istituzioni, italiane e spagnole. Obiettivo: sviluppare il loro business da voi o in Spagna. I settori di intervento sono molteplici: agroalimentare, turismo, tessile, innovazione tecnologica (aerospaziale, biotecnologie, energie rinnovabili), solo per citarne alcuni”.

Burocrazia e criminalità: c’è differenza rispetto all’Italia?

“Senza dubbio- chiarisce il direttore- il peso della burocrazia qui è inferiore. Riguardo alla criminalità non credo di potere essere di aiuto, non avendo nessun dato a mia disposizione”.

Di Renzo tiene a precisare che gli investimenti dipendono molto dal settore e dall’attività  che si sceglie. Ci sono zone che, grazie a piattaforme logistiche, sono più adatte a ricevere e accogliere imprese di alcuni settori rispetto ad altri. Non è possibile generalizzare, in quanto ogni settore di investimento ha caratteristiche proprie, che richiedono anche delle infrastrutture non sempre comuni a tutte le Regioni e Autonomie. In ogni caso, va analizzato con attenzione il mercato

La Camera di Commercio di Barcellona può indirizzare le imprese verso Enti ed Istituzioni più competenti. Consigli? “In Catalogna- conclude- è molto forte il settore dell’innovazione tecnologica –biotecnologie, soprattutto. Ma sono da tenere presenti anche i settori delle Energie rinnovabili nei quali la Spagna è leader mondiale e dell’aerospaziale. Non dimentichiamo, però, i settori tradizionali, quali l’alimentare. La community italiana solo a Barcellona conta circa 50 mila  persone. E poi il settore turistico, in quanto gli spagnoli sono da sempre amanti dell’Italia”.

Dritte all’Italia? “

el Belpaese- replica- bisognerebbe fare come in Spagna, rivalorizzare il commercio locale, creando dei centri commerciali naturali, in grado di potenziare e proteggere le produzioni artigianali molto spesso soffocate dalla grande distribuzione organizzata. La nostra Camera ha già organizzato, in passato, incontri tra comuni, associazioni italiani e autorità locali spagnole per trasferire buone prassi ed esperienze relative alla creazione dei famosi centri commerciali naturali. I mercati, inutile dirlo, potrebbero essere uno strumento utile, affinché queste politiche di difesa delle produzioni autoctone e del piccolo commercio vengano messe in pratica”.

Ma perché gli italiani lasciano il loro Paese e investono in Spagna?

“Per esperienza diretta -conclude- ho trovato nella Spagna un Paese aperto, disponibile, capace di riconoscere i meriti e il valore delle persone. Non mi sembra poco”.