Paesi e borghi abbandonati di Spagna

Più di 500 sono in Spagna i piccoli paesi e borghi che, nel corso degli anni, sono stati abbandonati e le cui stradine raccontano oggi la quotidianità di un tempo che fu.

Il più importante esodo verso le grandi città si ebbe a metà del secolo XX, quando i giovani che abitavano questi luoghi si trasferirono nei grandi centri in cerca di lavoro, lasciando il paese in mano alle generazioni più anziane. Una volta venute a mancare queste i pueblos non sono stati più ripopolati, e si sono trasformati in luoghi quasi fantasma.

Dopo diversi anni, di fronte ad una situazione difficilmente recuperabile, le comunità di proprietari dei diversi pueblos si sono accordati per mettere in vendita i borghi al completo, e trarre, almeno, qualche possibile beneficio. In questo modo un’impresa (o anche un privato) può entrare in possesso di veri e propri tesori rurali, quasi completamente…sì perchè comunque un “però” c’è: la maggior parte delle parti comuni del borgo rimarrebbero comunque di proprietà del municipio o comune di appartenenza.

Rafael Canales, direttore di uno dei principali siti che si occupa della tutela di questi borghi abbandonati (Pueblos Abandonados) conferma però che esistono anche borghi acquisibili in toto: “Si tratta – spiega Canales – di borghi in cui l’85% delle parti comuni sono proprietà privata. Sono vecchie fattorie, ad esempio, circondate un tempo da grandi terreni su cui negli anni i proprietari hanno costruito piccoli e grandi edifici per la famiglia, creando di fatto delle piccole contrade familiari. In questi casi la famiglia stessa si occupava dell’illuminazione e della manutenzione della strada, della linea del telefono, della rete elettrica o idrica…sono quindi contrade che sono divenute completamente private e che si possono acquistare al 100%”. Canales sottolinea inoltre il crescente interesse di privati nell’acquisire piccoli borghi, pueblos e contrade: “La richiesta di questi piccoli borghi è altissima: prima della crisi l’80% della nostra clientela era formata da albergatori e ristoratori, mentre ora la percentuale è scesa al 30%, facendo salire la richiesta privata al 70%. La situazione economica attuale e le nuove possibilità di investimento tentano moltissime persone, soprattutto perchè in alcuni casi l’acquisto di uno di questi borghi è inferiore al prezzo di acquisto di un appartamento in una grande città, come ad esempio Madrid”.