Le ricette tipiche di Natale in Spagna

In una terra tanto ricca di prodotti agricoli, di usi costumi e tradizioni diversi tra le sue 17 regioni, la festa per eccellenza dei regali e della gastronomia è altrettanto ricca e varia.

Nelle diverse Comunidades Autonomas (come sono chiamate in Spagna quelle che corrispondono più o meno alle regioni) un’enorme varietà di piatti succulenti si preparano per festeggiare in famiglia le feste natalizie. Sono piatti tipici, scaturiti dalla tradizione mediterranea, che ricordano il calore e i sapori della cucina di un tempo, le cui ricette “segrete” si tramandano immutate (o quasi) di generazione in generazione.

… Ricette dal sapore natalizio.

Non dappertutto in Spagna si celebra la vigilia del Natale, e a seconda delle diverse Comunidad, il pasto “rinforzato” può avere luogo la sera prima o il giorno stesso. In Catalogna e in quasi tutto il levante, la Noche Buena (la sera del 24 dicembre) praticamente non si festeggia. Il 25 dicembre, invece, è il giorno buono per banchettare, ma non quello per i regali che per i bambini di tutta la Spagna, e per gli adulti, arrivano il 6 gennaio con i Re Magi.

Il pranzo comincia con una zuppa brodosa di una consistenza e contenuto calorici rilevanti. La escudella (così si chiama questo brodo in catalano) si ottiene facendo cuocere per molte ore in una pentola fonda: patate, cavolo, carne di manzo, maiale, gallina, agnello, lardo e salsiccia. Quando il brodo è pronto si cola e vi si fa cuocere della pasta a forma di grossa conchiglia (galets, in catalano). Dopo questo primo piatto “leggerino”, si passa al tacchino ripieno. A Santo Stefano (26 dicembre), si preparano con la carne rimasta del giorno prima i “cannelloni” (canelons), d’origine italiana ma preparati soltanto con le carni (gli avanzi) e fatti cuocere al forno in abbondante besciamella. A Valencia e Murcia le carni si servono macinate con pinoli e in forma di grosse polpette, las albondigas. Nelle Isole Baleari, il giorno di Natale si commemora mangiando tacchino ripieno o maialino da latte.

Nel centro della Spagna, il pasto di Natale e quello della vigilia hanno la stessa importanza. Se la sera ci si abbuffa con cavolfiore, cavolo, cavolo rosso seguiti da baccalà, besugo (pesce tipo baccalà al forno con limone), pollo e tacchino (non tutti insieme, naturalmente!), il giorno dopo il piatto forte è composto da agnello alla brace. Ne La Mancha, la cacciagione è protagonista. La tradizione del tacchino allevato all’aria aperta è, invece, imprescindibile per gli Estremeñi, che quali primi conquistadores in terra americana furono i primi a importare il pennuto in Europa. Oggi, durante la Noche Buena il tacchino ripieno primeggia nelle tavole dell’Estremadura, accompagnato da cardi e altri frutti della terra. Il giorno di Natale, poi, viene dedicato al risotto e alla famosa caldereta de cordero (agnello stufato e fatto cuocere con aglio, vino bianco, erbe di Provenza).

Natale in tavola: Spagna ricette natale spagna

In Aragona e lungo tutta la valle dell’Ebro si servono mandorle, cardo, prosciutto e, per finire, il ternasco (agnello al forno con patate e cipolle dolci). Nella solare Andalusia le tradizioni marinare hanno la meglio e vincono i pasti a base di pesce, come zuppe o pesce bollito o al forno, ma non mancano pollo o gallina ripieni. I Baschi, che fino a poco tempo fa festeggiavano la vigilia con cavolfiore, zuppa all’aglio, baccalà o besugo, hanno integrato il cappone e il tacchino ripieno. A Santander si festeggia con caldereta, brodo in cui si fanno cuocere le zampe del maiale, e verza, mentre in Galizia ci si mette a tavola la sera con il cappone di Villalba per continuare il giorno dopo con un pantagruelico brodo fatto con carni di maiale, vitello, pollo, salame piccante, patate e rapa.

… e per finire il torrone.

Il dolce di Natale per eccellenza in tutta la Spagna è il torrone, chiara eredità dell’epoca araba. Il delizioso dolce a base di miele e mandorle tostate troneggia sulle tavole di tutti gli Spagnoli durante le festività di dicembre. Secondo alcune fonti, la presenza nella Penisola Iberica di questo calorico dessert risale già al secolo XIV. Capitali del torrone in Spagna sono Alicante e Jijona (Valencia). Qui il dolce si chiama el duro (il duro) ed è prodotto con mandorle intere e miele. I torroni prodotti in altre zone della Spagna propongono delle varianti: tra queste la versione morbida con mandorle macinate e quella in cui lo zucchero caramellato sostituisce il miele.

Torrone Spagnole ricette natale spagna

C’è il torrone di colore giallino, perché preparato con uova, o quello di marzapane e frutta candita a forma di animale e cotto al forno, che si trova a Cadice. Sull’introduzione di questo biscotto in Spagna vi sono varie versioni, tra queste la più accredita è che furono gli arabi, durante la loro occupazione, tra l’altro dell’Andalusia, i primi a far conoscere questo gustoso e ipercalorico dessert.  Un’altra possibilità è che arrivi da Napoli, attraverso i cuochi napoletani portati alla corte del Re Enrico II di Francia dalla sua sposa Caterina de Medici. A quanto pare furono loro a importare dall’allora Regno di Napoli, prima in Francia e poi in Spagna, la ricetta del marzapane. Di tutte le città spagnole è soprattutto Toledo quella che rende particolarmente omaggio al torrone nella sua versione in marzapane.

Tra i dolcetti di Natale, vanno segnalati, e certamente gustati, los polvorones e i mantecados (tipici di Andalusia). I primi sono a base di farina tostata, lardo e zucchero e cotti al forno: quando si mangiano si sfaldano in bocca e si ha l’impressione che si trasformino in polvere. I secondi sono un poco più morbidi, per l’aggiunta dell’uovo, ma l’effetto “polvere in bocca” è lo stesso.