Lavorare a Barcellona nel turismo: la storia di Alessandra

Una festa della liberazione doppia quella dell’anno scorso per Alessandra Console.

Pugliese, dell’85, laureata in scienze della comunicazione all’Università degli studi di Bari, un diploma di master presso il Cts di Roma in marketing, gestione e programmazione delle imprese turistiche, ha mollato l’Italia il 25 aprile del 2010. E’ scappata per andare a vivere e lavorare a Barcellona, dove ha trovato subito un impiego. Si occupa di turismo. Quando è partita non conosceva lo spagnolo.

“Ho preso questa decisione -dice- perché ero stanca della routine e spaventata della situazione lavorativa italiana. Del mio Paese non sopportavo più i pregiudizi, le raccomandazioni, il modo di vivere. Qui è tutto diverso. Esiste meritocrazia e le persone sono libere di agire e vestirsi come credono, senza essere giudicate. La mia è stata anche una scelta strategica. Perché? Barcellona è una città dalle grandi attrazioni turistiche. Mi avrebbe dato la possibilità di imparare un’altra lingua. La Spagna, poi, è molto simile alla mia Puglia. Il mare, il caldo, il sole, il buon cibo. A Barcellona ho trovato subito lavoro. Molto di più che nel resto della nazione. E poi qui gli abitanti sono fantastici”. Tanto che non le hanno mai fatto sentire il peso di non conoscere la lingua.

“Ho imparato la lingua – spiega- parlando e sbagliando. E poi sono stata fortunata. Non nego che all’inizio è stato difficile. I catalani sono brave persone. Hanno un solo difetto: se non parli la loro lingua ti rispondono un po’ male. Però, sono simpatici, educati, solari e con il sorriso sulle labbra. La cosa che mi ha colpito è il loro spirito rivoluzionario: tutti uniti per la difesa dei propri diritti. Gli italiani qui non sono visti di buon occhio, però riusciamo ad integrarci. Barcellona è piena di pizzerie e di  ristoranti italiani”.

Secondo Alessandra, Barcellona è una città bellissima.

“Amo i suoi colori, le sue forme -aggiunge-  Quando vedo le opere di Gaudì mi chiedo sempre come possa aver creato tanta bellezza. Inoltre amo la sua montagna e il suo mare, la Iglesia del Sagrado Corazon sulla punta del Tibidabo, le piste ciclabili, i fiumi di persone sorridenti, di diversa nazionalità,  che camminano per strada. Adoro le mille piazzette con tavolini di bar, gli artisti di strada, gli skaters, le viuzze del Barrio Gotico e del Raval. Insomma, trovo affascinante ogni angolo di questa città. Quello che colpisce? L’allegria dei ricchi e dei poveri, le persone in bici, le file ordinate per prendere gli autobus e il numero incredibile di turisti, che arrivano in un solo giorno. Come ho trovato il lavoro? Cercandolo tanto: siti internet, porta a porta. E’ stato molto facile. Ho sempre fatto quello che volevo”.

Di preciso cosa fai?

“Vendo ticket -dice- per bus turistici che fanno visite a Barcellona e in tutta la Catalogna. Vendo anche biglietti  per le partite del Barcelona fc, concerti di chitarra e flamenco. Mi pagano molto bene, ho un contratto di un anno che può diventare a tempo indeterminato. Sono tantissimi quelli che hanno fatto il mio percorso. Di Barcellona ti innamori subito”.

I ritmi come sono?

“La mia vita è frenetica, perché io faccio mille cose: amo vivere per la calle e odio stare in casa! Le distanze non sono molto grandi, quindi tutto si svolge lentamente per gli altri. La vita non è molto cara. E’ possibile mangiare, uscire e pagare un affitto con pochi soldi. La vita di giorno è molto rilassante. Di notte c’è mucha fiesta, mucha movida! I servizi pubblici sono efficienti. Quanto ai trasporti, puoi raggiungere la periferia in tempi brevi e facilmente. Io qui sono finalmente felice. Ho trovato l’amore della mia vita, amici splendidi e un lavoro che adoro. L’unica cosa che mi manca, è la mia famiglia. In Italia vorrei ritornare. Ma ci ritornerei solo se la situazione lavorativa si sistemasse. Non voglio rischiare di lasciare il paradiso per ritornare a fare la mantenuta”.

La pagina Facebook di Alessandra:

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