La fauna selvaggia della Spagna

L’origine del soprannome dato alla Penisola Iberica, di India d’Europa, deriva dall’incredibile numero di specie di uccelli che la abitano, e dalla bellezza e particolarità degli habitat che li ospitano.

Se a questo aggiungiamo che in Spagna vivono tre dei più grandi vertebrati d’Europa (l’orso bruno, la lince iberica ed il lupo iberico), e che le acque che bagnano la Penisola e le Isole ad essa connesse ospitano almeno una trentina di specie di cetacei tra delfini, balene, orche e balenottere, la fauna spagnola si presenta come una delle più ricche del Vecchio Continente.

Doñana, il Delta dell’Ebro, le lagune di Villafáfila e le paludi di Santona e Monfragüe, sono da tempo mete importanti per i birdwatchers di tutta Europa, a cui oggi si aggiungono nuove associazioni (come Birding Navarra, o Birding Euskadi), per la gioia degli appassionati del turismo ornitologico.

Il noto Espacio Natural de Doñana (di cui fanno parte il Parco Nazionale ed il Parco Naturale) si estende su una superficie che comprende le provincie di Cadice, Huelva e Siviglia, e rimane meta fondamentale per chi ama la natura incontaminata e selvaggia. La sua vicinanza a due delle principali mete del turismo (Siviglia e la spiaggia di Matalascañas, nella provincia di Huelva) agevola l’accesso a boschi, lagune, sistema dunari e paludi, che ogni anno accolgono più di 300 diverse specie di uccelli.

Una delle mete favorite da chi ama questo tipo di turismo è il centro José Antonio Valverde (a Siviglia), che con le sue splendide sale dalle immense vetrate, permette una vista unica sulle lagune sottostanti, dove si possono ammirare aironi, fenicotteri e moritos (il mignattaio comune).

fauna

Altre importanti mete sono: il centro El Acebuche (Huelva) da cui partono le escursioni che attraversano il Parco Nazionale; il centro di Villareal de San Carlos (Càceres) dove è possibile avvistare le splendide cicogne nere, le colonie di grifoni o le aquile imperiali; nelle lagune di Villafáfila, dipendendo dal periodo in cui si visitano, potranno vedersi invece colonie di oche selvatiche e le più singolari (e grandi !) otarde.

La zona costiera non è da meno: dall’ Albufera de Valencia, al Delta dell’Ebro, alle Rias Gallegas o la costa cantabrica, numerosi sono i luoghi e gli spazi dedicati al birdwatching.

È possibile – ma bisogna essere molto fortunati – che durante un’ escursione nei boschi che fanno parte del Espacio Natural de Doñana si incontri un esemplare di lince iberica (lince pardina), una delle specie più minacciate dall’estinzione. Sierra de la Culebra è invece l’habitat naturale del Lupo Iberico, una delle poche specie di canidi rimaste selvaggie.

Per ammirare l’Orso Bruno, l’altro grande vertebrato che abita la Spagna, ci si deve spostare fino a raggiungere i Pirenei, ed in particolare il Pireneo ilerdense (nella provincia di Lleida), Fuente Dé, una delle “porte d’accesso” ai Picos d’Europa, o il Parco Naturale di Somiedo (Asturie).

Avvicinandosi al mare, invece (ed in particolare allo stretto di Gibilterra – la porzione orientale, il mare di Alboràn – agli arcipelaghi canario e baleare, o alle coste galiziane e basche) si potranno avvistare – a seconda del periodo – delfini, balene, orche e balenottere. I principali “punti d’avvistamento” sono Tarifa (Cadice), Bermeo (Bizkaya), l’isola di Tenerife e le Rias Baixas – soprattutto la zona di Pontevedra.