Il Parco del Manzanares: il polmone verde di Madrid

Il Parque Lineal de Manzanares comprende lo spazio naturale che si estende lungo le rive del Manzanares, dal punto in cui incrocia l’autostrada di Madrid, fino allo sbocco nel fiume Jarama. Sebbene una piccola sezione a nord del Parque sia stata urbanizzata, l’intero territorio appartiene alla Comunità di Madrid come “sito archeologico – naturale”.

 

Il Parque Lineal si divide in tre parti: la prima – urbanizzata – è nota anche come “Parque Ricado Bofill”, dall’architetto che l’ha disegnato. La struttura del Parque qui è molto “cittadina”, e la parte naturale – sebbene ampia – sembra “addomesticata”. Questa sezione del Parque è ricca di strutture sportive, dalle due piste (utilizzare da runner e ciclisti) che corrono lungo le due rive del fiume, alla conosciuta “Caja Mágica”, un centro sportivo disegnato ed inaugurato nel 2010 dall’architetto francese Dominique Perrault, per la presentazione di Madrid alle Olimpiadi 2016. Al suo interno 3 campi da tennis in terra battuta (il più grande dei quali ospita 12500 persone), dove ogni anno si gioca il Master di Madrid.

Di grande impatto anche la Plaza Verde, uno spazio a forma di anfiteatro dove lunghe panche in legno si alternano al verde del prato: luogo ideale per la lettura o solo per godere di un po’ di quiete e relax. Fontane, giardini e sentieri completano il primo tramo del Parque, che attraverso il Paseo de los Sentidos, entra nel secondo. Qui si concentra il valore storico, scologico e culturale del Parque. 250 ettari suddivisi in orti e terre coltivate.

 

 

Nel secondo tramo del Parque sono stati incontrati diversi giacimenti di epoca romana, il più importante dei quali è quello di Villaverde: una Villa Romana con pavimenti a mosaico e pareti disegnate. All’interno della Villa sono state ritrovate monete, resti di oggetti in ceramica e metallo, oggetti in bronzo e, soprattutto, la testa in alabastro di una statua dedicata a Sileno. Poco distante dalla Villa de Valverde vennero rinvenute sei tombe – apparentemente della stessa epoca. Non solo l’epoca Romana, ma anche quella dei Borboni è fortemente testimoniata in questa parte del Parque. I Borboni, attraverso la costruzione di un canale parallelo al Manzanares (conosciuto come il Real Canal del Manzanares) e di una serie di chiuse, riuscirono a rendere navigabile il fiume fino alla località di Rivas, appena fuori i confini della capitale. A quest’epoca risalgono la Casa de la Cuarta Esclusa (dove abitavano i responsabili della quarta chiusa), il Molino de Cartón (il mulino ad acqua che azionava la chiusa: deve il suo nome all’ultima attività qui svolta, la fabbricazione della carta) ed i resti della caserma del Comandante dell’ Esercito Popular de la Republica Española, Enrique Lister. A partire dal 1936, e fino al termine del 1939 (in piena Guerra Civile) questa parte del tramo del Parque venne utilizzata come trincea naturale contro le truppe nazionaliste di Franco: ancora oggi sono visibili i resti di posizioni difensive e di comando che vennero costruite lungo il Manzanares.

 

 

L’ultima parte del Parque Lineal de Manzanares è un proseguimento naturale del secondo, ma in quest’ultima parte a farla da padrone è la natura. L’unico importante sito archeologico sono le cosiddette Terrazzas del Manzanares: giacimenti fluviali risalenti al Pleistocene inferiore, ed in cui sono stati ritrovati resti di civilizzazione risalente a 127.000 anni fa. A parte questo, l’ultima parte del Parque non è utilizzato.

Molte sono state le polemiche al riguardo: il Parque Lineal è uno splendido parco cittadino, che però, nella sua parte meno urbanizzata è stato abbandonato da una parte della Comunità di Madrid, mentre c’è chi ancora si batte per rendere lo spazio abbandonato, più fruibile e culturalmente aggiornato.