Maiorca, l’isola delle conquiste

La “Insula Maior” dei latini – più tardi Maiorica – è la più grande dell’arcipelago baleare e la seconda isola spagnola per densità di popolazione (dopo Tenerife): 3.640km2 per circa 900.000 abitanti.

Lingue ufficiali (quindi di uguale importanza, utilizzate in tutti gli ambiti sociali) sono il catalano ed il castigliano, capitale è Palma, cui appartengono, amministrativamente, anche l’isola di Cabrera e gli isolotti che la circondano. Maiorca è ricca di zone montagnose, le più importanti delle quali sono la Sierra de Tramuntana (che comprende Puig Mayor di 1445mt) e la Sierra de Levante.

Un po’ di storia

Secondo alcuni resti in rame e bronzo databili al neolitico (3500 a.C. circa) i primi abitanti dell’isola furono gli “honderos balearicos”, un corpo militare mercenario, che combattè con romani e cartaginesi nei secoli V e IV a.C. e che furono al fianco di Giulio Cesare nella Conquista della Gallia.

A partire dal 1300 a.C. Maiorca visse un periodo di grandi cambiamenti, che portarono al sorgere della cultura Talayotica, definita anche “cultura guerrera”, che durò fino a quando Quinto Cecilio Metello (successivamente noto anche come Balearicus) sottomise l’isola all’amministrazione romana nel 123 a.C. La decisione di Roma di impossessarsi dei territori baleari venne presa per difende la Repubblica dalle continue incursioni di pirati nel Mediterraneo. Nel 425 Maiorca venne invasa e saccheggiata dai Vandali, che vi rimasero fino al 534, quando l’arcipelago passò a Bisanzio.