Un’industria che non smette di produrre e di espandersi. Tra i fattori di ripresa dell’economia della Spagna un ruolo decisivo è stato sicuramente svolto dalle imprese legate al gioco d’azzardo.

Basti pensare che il solo gioco online nella penisola iberica è diventato uno dei principali settori del commercio telematico grazie a una crescita del 30%. Secondo gli ultimi dati, infatti, il gioco su internet ha generato, nel secondo trimestre 2016, il 3,2% del fatturato totale dell’intero comparto del commercio elettronico spagnolo. Non solo online, naturalmente. È tutta l’industria che ruota intorno a scommesse, lotterie e giochi, a non conoscere crisi. Ad oggi il settore del gioco in Spagna vede 15.000 impiegati, e 2.700 sale da gioco per circa 600 compagnie. Il fatturato annuo è di circa 600 milioni di euro e in totale i posti di lavoro creati dall’industria del gioco ammontano a 75mila. Una crescita che fa bene all’economia, certo, ma che inevitabilmente porta con sé tutta una serie di polemiche sui rischi creati dalla dipendenza e dall’uso eccessivo e non controllato. Ma come funziona esattamente la regolamentazione del gioco in Spagna?

Innanzitutto partiamo col dire che rientrano nella definizione di “gioco” tutti quei i giochi che presumono un premio in denaro o di altra tipologia. Sono esclusi i giochi o i concorsi fatti per puro svago, per hobby o quei giochi ricreativi che costituiscono pratiche sociali e si sviluppano a livello statale, a condizione che non producono trasferimenti di denaro. È altresì fondamentale che il giocatori usi dei soldi per la sua partecipazione. A causa della comparsa di nuovi servizi di comunicazione elettronica e dell’utilizzo di servizi di gioco interattivo su internet, è cambiato sostanzialmente, sia in Spagna che in altri Paesi vicini, il concetto tradizionale del gioco. Per molti anni, lo status giuridico del gioco è rimasto ad uno status quo. Tuttavia, qualche anno fa, a seguito del proliferare di scommesse e giochi via internet la Corte di giustizia dell’Unione europea ha sottolineato la necessità di stabilire nuove regolamentazioni per fornire la certezza del diritto per gli operatori e i partecipanti ai vari giochi, senza dimenticare la protezione essenziale di minori, di coloro che hanno richiesto volontariamente la non partecipazione, la tutela dell’ordine pubblico e la prevenzione dei fenomeni di riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Per questo motivo è stata varata la “Ley 13/2011 de regulación del juego” che ha introdotto una nuova regolamentazione dedicando un’attenzione particolare al gioco online fruibile attraverso i moderni strumenti elettronici ed informatici. Per quest’ultimo è necessario che l’operatore disponga di un apposito titolo rilasciato dallo Stato spagnolo.

Obiettivo della legge è la regolamentazione del gioco d’azzardo al fine di garantire la tutela dell’ordine pubblico, la lotta contro le frodi, prevenire comportamenti di dipendenza, proteggere i diritti dei minori e salvaguardare i diritti dei partecipanti ai giochi, fatte salve le disposizioni degli statuti delle Comunità autonome. Per perseguire questi obiettivi viene affidata al Ministero dell’economia, attraverso appositi decreti ministeriali, la cosiddetta “regolamentazione di base” dei giochi. Secondo l’articolo 149 della Costituzione spagnola per quanto riguarda i giochi c’è una competenza statale che viene ricondotta a livello centrale e che concerne la garanzia della sicurezza, della tutela dei minore e dell’ordine pubblico. Ma al contempo c’è anche una competenza riconosciuta alle Comunità autonome dai rispettivi statuti. A fare da raccordo tra Stato centrale e comunità autonome ci pensa il Consejo de Políticas del Juego, organo collegiale che ha tra i suoi compiti – oltre al rilascio delle licenze nel settore dei giochi – anche l’individuazione dei principi regolatori in materia di gioco e la programmazione di misure ad hoc per proteggere i minori e i soggetti più esposti. La legge spagnola vieta infatti la partecipazione ai giochi d’azzardo ai minorenni, alle persone legalmente incapaci e a tutte le persone che abbiano presentato istanza, su base volontaria, affinché venga loro proibito, con provvedimento giudiziale, la partecipazione al gioco d’azzardo. Tale funzionamento è molto simile a quello del gioco italiano, infatti ad esempio i casinò online legali devono avere la licenza AAMS, ovvero dell’Agenzia dei monopoli.

In Spagna anche per poter aprire un’attività relativa al gioco bisogna ottenere un’apposita licenza che come abbiamo detto viene rilasciata dalla Comisión Nacional del Juego la quale valuterà la normativa di settore della Comunità autonoma nel cui territorio la licenza verrà esercitata. In generale la procedura per rilasciare la licenza dovrà essere conforme ai principi di pubblicità, concorrenza, uguaglianza, trasparenza, obiettività e non discriminazione.

Per quanto riguarda, invece, i giocatori la Ley 13/2011 prevede tutta una serie di diritti per loro che vanno dall’avere informazioni chiare e precise sulle regole del gioco, all’ottenere i premi nei tempi e modi previsti dal regolamento, dal giocare liberamente senza coercizioni fino al conoscere l’identità del gestore di gioco. Naturalmente hanno anche degli obblighi che riguardano il rispetto delle norme e la non alterazione delle stesse. Insomma giocare sì, ma seguendo le regole.