La nuova vita a Toledo di Laura

Desiderio di cambiamento, voglia di confronto con altre realtà e un incontro casuale, hanno fatto in modo che, 11 anni fa, Toledo entrasse a far parte della vita di Laura Bassuti.

E così, dopo aver lasciato dietro di sé i vecchi amici e il piccolo mondo di cui fino a quel momento aveva fatto parte, Laura si è ritrovata a gestire, attraversando anche momenti di difficoltà, una nuova quotidianità, il tutto con forza e determinazione, stimolata dalla necessità di imparare a conoscere la nuova realtà e di gestire la vita anche nei dettagli quotidiani che in Italia dava per scontati.

Laura, perché 11 anni fa hai deciso di lasciare la tua professione di avvocato e trasferirti a Toledo?

Stavo vivendo un periodo piuttosto critico a livello personale e professionale. Sentivo il bisogno di una svolta, di un cambiamento radicale di vita e di ambiente. Volevo confrontarmi con realtà diverse da quella che era stata la mia di sempre. Non avevo una meta precisa, anzi, al di là di questa sensazione di oppressione che avvertivo, non avevo realmente pianificato un mio trasferimento, forse in quel momento non ero nemmeno in grado di farlo. Direi che il destino o chi per lui ci si è messo di mezzo e mi ha dato un aiuto facendomi incontrare Santiago che è spagnolo e che viveva e lavorava in Spagna. Abbiamo iniziato la nostra relazione a distanza. Per me è stato chiaro sin da subito che l’avrei seguito nel suo Paese, costasse quel che costasse. Era in definitiva la soluzione e la risposta alla mia crisi, la possibilità concreta di iniziare da zero, di reinventarmi in un contesto diverso.

Quindi la tua scelta sul territorio iberico come meta è stata dettata dall’amore. Ma come hai affrontato il cambiamento? Come e in cosa è cambiata la tua vita?

La mia vita si è andata trasformando e rimodellando. Mi sono ritrovata in un Paese straniero, affine ma pur sempre differente, senza amici, senza il piccolo mondo che per anni aveva costituito la mia vita. Improvvisamente gli amici, i colleghi, il lavoro non c’erano più. Non ho mai avuto paura, non mi sono mai pentita della scelta fatta, ma non nego di aver avuto momenti difficili, di aver avuto la sensazione di non possedere più un ruolo definito, un mio ambiente che mi circondasse e proteggesse. Lo stimolo che indubbiamente dà la possibilità di vivere all’estero, la necessità di imparare a conoscere la tua nuova realtà e di gestire la vita anche nei dettagli quotidiani che in Italia davo per scontati, mi ha dato la forza e l’energia necessaria per affrontare la mia nuova situazione. Senza contare che vivere in un Paese che non è il tuo, secondo me, crea una mentalità particolare.

Di cosa ti occupi?

Vivendo a Toledo e avendo molto tempo a mia disposizione ho potuto realizzare un sogno che ho sempre accarezzato: scrivere. Ho pubblicato recentemente un e-book con un’editrice digitale e miei racconti sono stati inseriti in diverse antologie. Curo anche un blog che si occupa di recensioni di libri. Potete visitare i miei siti www.laurabassutti.com e www.parliamodilibri.net.

Come si svolge una tua giornata?

Osservo rigorosamente i miei orari da friulana e quindi sveglia presto e poi al lavoro per tutta la mattinata. Scrivo o preparo il materiale per un nuovo romanzo o racconto. Il pomeriggio lo dedico alla lettura, alle recensioni e ancora alla scrittura. Questo in linea di massima.

Torni spesso in Italia?

Sì e ultimamente passo in Italia parecchi mesi.

Cosa ti ha offerto la Spagna in più rispetto all’Italia?

Intanto una burocrazia meno complicata e farraginosa. Un ambiente aperto e una fermezza e determinazione che noi come popolo non abbiamo. Intendo dire che, probabilmente per ragioni storiche, in Italia noto una tendenza a voler accontentare tutti, in primis gli stranieri o certi stranieri con una specie di ipocrisia che a volte mi sembra fastidiosa. In Spagna ti sorridono, sono estremamente cortesi, ma irremovibili per certi aspetti. E non è del tutto negativo, secondo me.

Sicuramente la Spagna di 11 anni fa sarà molto diversa da quella attuale. Quali sono stati i cambiamenti più significativi?

La crisi economica ha determinato un cambiamento radicale e brusco nella realtà quotidiana. Non si avverte più quell’entusiasmo (sicuramente incosciente) dei tempi d’oro dell’economia spagnola, che proprio d’oro non erano, in definitiva. Sono all’ordine del giorno proteste per i tagli sempre più intensi a servizi pubblici essenziali come la sanità o l’educazione. Ma non è solo un discorso economico, direi che anni fa si respirava in Spagna un’atmosfera meno opprimente, sicuramente più illuminata e tollerante, soprattutto in relazione a problematiche inerenti i diritti civili.

Al momento, cosa offre la Spagna a chi intende trasferirvisi?

La Spagna è un Paese affascinante, ricco di storia, cultura e tradizioni. Ma come dicevo prima, soffre una crisi economica estremamente pesante e la percentuale di disoccupazione è altissima, si aggira intorno al 24%. Quindi se si sta pensando di trasferirsi per lavoro e non si hanno prospettive più che sicure e concrete, personalmente ci starei piuttosto attenta perché il rischio di insuccesso è alto.

Quali sono gli aspetti che un italiano in cerca di un lavoro non dovrebbe assolutamente sottovalutare? 

Si deve considerare l’altissimo tasso di disoccupazione, il fatto che le imprese assumano con contratti a tempo determinato e con salari sicuramente bassi. Dal punto di vista pubblico, sono praticamente nulli i concorsi per le nuove assunzioni.

In tutti questi anni avrai sicuramente avuto occasione di conoscere altri tuoi connazionali, ti è capitato di incontrare qualcuno che non sia riuscito a realizzare il sogno del trasferimento in loco ed è ritornato in patria?

L’unico caso che mi viene in mente è quello di un ragazzo della mia regione che gestiva, insieme alla moglie spagnola, un negozio a Toledo. Ora lui è di nuovo in Italia. Sulla sua scelta hanno sicuramente pesato fattori personali e ambientali, dato che mi riferiva di non essere riuscito a integrarsi a Toledo.

A Toledo ci sono centri o comunità italiane a cui rivolgersi in caso di assistenza?

No, ma esiste una struttura alla quale possono rivolgersi i cittadini dell’UE. A 70 chilometri da Toledo, a Madrid, si trova comunque il nostro consolato.

Cosa consiglieresti a chi sta meditando un trasferimento in terra iberica?

Dipende dal motivo e dalla possibilità di soluzione del problema lavoro. Se quest’aspetto è risolto, posso dire che in Spagna si sta bene, è un Paese abbastanza simile al nostro. Naturalmente non è l’Italia, quindi direi che è essenziale tentare di comprendere e percepire, per quanto sia possibile, le sfumature che rendono ogni Paese un mondo a se stante e di muoversi sempre con rispetto assoluto, cercando di apprendere e di trasmettere quelli che sono i valori e gli aspetti essenziali del proprio Paese di origine.

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A cura di Nicole Cascione