Lei e la protagonista del romanzo, Blanca, avete molti punti in comune: anche lei è professoressa, ha la sua stessa età, è madre di due figli…non ha mai temuto di superare il limite tra romanzo e realtà ?

No. Sono molto metodica e pignola nello scrivere, e questo mi ha permesso di controllare bene questo limite. E’ vero che io e Blanca ci somigliamo molto: abbiamo addirittura la stessa struttura familiare, ci circonda lo stesso mondo…ma non le ho “regalato” altro! Tutte queste somiglianze mi hanno permesso di avvicinarmi a lei, di essere spesso sua complice, e tutto ciò è stato molto positivo quando si è trattato di costruire un personaggio credibile, con il quale il lettore possa sviluppare una grande empatia.

Quando ha deciso di diventare autrice ?

Sono stata un’autrice “tarda”…ho sempre scritto in realtà, ma di temi diversi. Vengo dal mondo universitario, dalla filologia, ed ho sempre lavorato con il linguaggio da un punto di vista molto “interno”, ma scivere mi è sempre piaciuto e per fortuna scrivo abbastanza rapidamente e con fluidità.

Ci sono già dei manoscritti nascosti in cassaforte?

Nemmeno uno. Per vent’anni mi sono dedicata solo al mio lavoro e quando ho pensato di fare qualcosa di diverso ho iniziato a scrivere, ma senza sapere fino a dove sarei arrivata…diventare autrice non è mai stato uno dei miei obbiettivi.

Tornerà ad insegnare all”università?

Non lo so. L’unica cosa che so al momento è che le due professioni non possono coesistere, perchè alla fine una delle due si deteriorerebbe. Ho ancora due anni di congedo, e nessun piano per il momento.