Vivere in Andalusia: la storia di Antonio

Antonio, trasferitosi a vivere in Andalusia, a Fuengirola, spinto dall’amore per una ragazza, ha trovato una seconda famiglia, la serenità, la stabilità economica ed un lavoro assicurato.

Antonio ha sempre lavorato in ambito sportivo come professore di educazione fisica ed attualmente, in Andalucia, lavora in tre centri per anziani come istruttore sportivo di mantenimento e pilates. Da ragazzo sempre triste, depresso, insoddisfatto quale era, Antonio è diventato ottimista e sereno, grazie alla Spagna che gli ha regalato l’amore ed un futuro prospero.

Antonio, cosa ti ha portato a vivere a Fuengirola?

L’amore per una ragazza e la possibilità di cambiar vita e di crescere professionalmente in una città multietnica.

In Italia di cosa ti occupavi?

Ho sempre lavorato in ambito sportivo, come professore di educazione fisica e come istruttore di nuoto.

Arrivato in Andalucia, quali canali hai usato per trovare lavoro?

Il canale da me più utilizzato è stato ovviamente internet, qui ho cominciato ad inviare curriculum e a ricercare strutture sportive.

Di cosa ti occupi?

Attualmente lavoro in tre Centri per Anziani con il Comune di Benalmadena, sono istruttore sportivo di Mantenimento e Pilates. Inoltre collaboro con una palestra di Fuengirola e lavoro come istruttore di nuoto nel periodo estivo (Aprile-Settembre) in Marbella e San Pedro Alcantara!

 

Ci racconti qualcosa delle tue esperienze lavorative?  In cosa si discostano da quelle vissute in Italia?

Svolgo lo stesso lavoro che svolgevo nel mio paese, con qualche vantaggio in più (chi mi assume mi paga e mi fa un contratto). La mia prima esperienza di lavoro qui nella Costa del Sole fu come soccorritore e successivamente come istruttore di Nuoto. Le differenze immediata rispetto all’Italia sono state il CONTRATTO DI LAVORO e la trasparenza! In Italia ho sempre lavorato nelle strutture sportive, ma quasi sempre con contratti a progetto, quindi senza contributi. Ho lavorato anche per il CONI (Comitato Olimpico Italiano) nelle Scuole Primarie, ma sempre con progetti e sempre senza contributi. Qui la cosa è diversa, anche quando ho lavorato come cameriere mi hanno assunto e pagato i contributi (la seguridad social). Questo per dirti che in Italia ho lavorato sempre in nero, mi hanno assunto solo quando ho lavorato durante la stagione come animatore turistico! Attualmente lavoro nei centri per anziani, per conto di un’impresa di Malaga che lavora per il Comune di Benalmadena. In Italia invece è tutta un’autogestione. A volte il Comune mi chiama per accertarsi che tutto vada bene, cosa impensabile in Italia, dove pensano solo a rubare i soldi! Ovviamente anche qui c’è tanta crisi, infatti ho avuto alcuni problemi con una struttura sportiva di Malaga per cui ho lavorato, che non mi ha pagato. In cambio però, mi ha fatto un contratto di 3 mesi, grazie al quale mi pagheranno quello che mi devono. In caso contrario, se non pagano entro 1 anno, avrò i soldi dal Fondo di garanzia sociale. Come vedi tutto il mondo è paese!

Lasciare la propria vita, i propri affetti, richiede sempre una grande dose di coraggio. Qual è il giusto approccio per affrontare il cambiamento radicale che comporta un trasferimento del genere?

Effettivamente lasciare la famiglia e gli amici richiede un gran coraggio e una grande voglia di fare. Senza il supporto di persone che ti vogliono bene è molto difficile, io sono stato fortunato a trovare una seconda famiglia, molto simile alla mia, qui in Spagna. Ovviamente ha inciso anche la forza e la volontà di cambiare per cercare un nuovo stile di vita, fatto di persone serie e non di “dormi- dormi”. Con una buona dose di volontà tutto è possibile, non bisogna arrendersi mai e tentare sempre.

Si dice che gli spagnoli e gli italiani siano molto simili tra di loro. E’ proprio così?

Qui in Andalucia le similitudini sono tante. I loro modi sono sicuramente più vicini ai nostri rispetto che a quelli degli inglesi o dei tedeschi. In Spagna però, a differenza dell’Italia, quando si entra in un bar ci si siede con calma e si parla, bevendo un buon caffè. Qui dove vivo, c’è una varietà di etnie che stanno bene fra loro (spagnoli, italiani, finlandesi, tedeschi, russi, giapponesi)….il sole mette buonumore a tutti!!!

Com’eri due anni fa e in cosa ti ha cambiato vivere in terra spagnola?

Com’ero? Un ragazzo di 30 anni insoddisfatto, con tanta rabbia e tanta voglia di fare. Da quello che raccontano i miei amici e la mia famiglia ero un ragazzo sempre triste, depresso, insoddisfatto. Qui ho trovato la pace dei sensi! Ho trovato l’amore, un lavoro e una seconda famiglia. La terra spagnola mi ha dato la calma di cui avevo bisogno e la possibilità di un futuro!

Secondo te, la Spagna è un Paese adatto a tutti?

Sicuramente è un Paese accogliente, con dei sani principi.

Come si vive a Fuengirola?

Fuengirola è una grande città rispetto al mio paesino (CELANO). Una città turistica 365 giorni all’anno, frequentata da persone provenienti da tutto il mondo in cerca di tranquillità e di sole. Il costo della vita è normale, forse anche più basso di quello italiano. I ristoranti e gli hotel non sono costosissimi, fare la spesa nei supermercati è molto più conveniente che in Italia. La qualità della vita è molto alta, ci sono tantissime attività da fare. Il Comune mette a disposizione corsi di ogni genere, sportivi, culturali, di lingua, di cucina ecc.. La città è sempre pulita, i giardinieri puliscono le strade a qualsiasi ora, ci sono scuole pubbliche e private di ogni genere, la benzina costa meno, insomma si vive decisamente bene! Io mi sono adattato tranquillamente, vivo in una bella zona (Los Pacos) con gente cordiale, l’unico problema è che questa è una zona piena di finlandesi, c’è una colonia intera, di conseguenza si parla poco lo spagnolo.

 

Quali sono gli angoli più belli?

Fuengirola è solo spiaggia e locali. Il centro andrebbe di sicuro visitato, con la sua chiesa e i vicoletti ricchi di bar e negozi. A 5 km c’è Mijas Pueblo, che merita una visita. E’ il tipico paesino Andaluso, con le casette tutte bianche e gli asinelli per taxi!

Cosa apprezzi maggiormente del posto in cui vivi e cosa invece non tolleri?

Ne apprezzo la grande varietà di offerta culturale, culinaria e sportiva. Di difetti non ne trovo, a parte l’estate molto calda e l’assenza dell’inverno.

Pensi di rimanere in Spagna o vedi per te un futuro diverso?

Sono contento di quello che sto vivendo qui in Spagna. Sicuramente il mio futuro è qui, altri posti belli ed accoglienti come questi della Costa del Sol sono difficili da trovare.

Cosa pensi del gran numero di italiani che ultimamente sta abbandonando il proprio Paese?

Penso che fanno bene ad andarsene via da un Paese che rimane fermo.

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A cura di Nicole Cascione