Il ristorante di Gianni Polato a Tenerife

Per i figli, a volte, si fanno grandi sacrifici e scelte difficili, che poi si rivelano essere quelle giuste, in grado di cambiarti la vita in meglio.

E’ ciò che ha fatto Gianni, che per amore di sua figlia ha lasciato la sua città e il suo lavoro, per trasferirsi a Tenerife, “l’isola dell’eterna primavera”, dove si è rimesso in gioco e ha aperto un bellissimo ristorante, oltre ad una fabbrica di latte condensato.

In quale città d’Italia vivevi prima di trasferirti, e perché hai scelto proprio Tenerife?

Vivevo in provincia di Venezia. Ho deciso di trasferirmi nel maggio 2008, quando ho scelto di regalare a mia figlia un futuro migliore, in un clima decisamente più sano. Ero molto stanco dei ritmi italiani e mia figlia, che soffriva di bronchite a causa del clima freddo, umido e inquinato del veneto, stava sempre male. Da qui la decisione di trasferirci a Tenerife, poiché l’isola gode di un clima sempre mite: la temperatura media è di 23 gradi, infatti da quando siamo qui, mia figlia è completamente guarita! I miei familiari hanno pensato che fossi diventato matto, ma alla fine, hanno capito la mia scelta. C’ è voluto molto coraggio per prendere questa decisione così radicale, ma, avere qui a Tenerife molti amici, mi ha aiutato tantissimo rendendo tutto più facile.

Sei sposato? Se è si, la tua famiglia come si trova a Tenerife? Si sono integrati bene in questa nuova realtà?

Sono divorziato, ma convivo con la madre di mia figlia. Qui ci troviamo benissimo, ci siamo integrati subito, perché qui la gente e simpatica e calorosa. Ho trovato solo un po’ di difficoltà con il lavoro e con i diversi ritmi, decisamente più lenti dei nostri. Non abbiamo trovato molte difficoltà ad apprendere lo spagnolo, poiché è molto simile all’italiano.

Come è cambiata la tua vita dopo il trasferimento?

Ora , finalmente, dopo aver superato il problema di mia figlia, posso dire di avere una famiglia più serena e una vita più sana vissuta all’aperto durante tutto l’anno, al contrario dell’Italia, dove si vive al chiuso la maggior parte del proprio tempo. Non ti nascondo che ho poca voglia di tornare in Italia, qui si sta veramente molto bene. L’unica cosa di cui sento la mancanza sono le specialità alimentari italiane.

Che attività svolgi? E che lavoro svolgevi in Italia?

In Italia avevo una impresa di scavi e movimento terra e costruzioni generali. Ora qui Tenerife faccio tutt’altro, sono un ristoratore ed ho aperto una piccola fabbrica di produzione di latte condensato. Burocraticamente non è stato molto difficile avviare la mia attività, la burocrazia qui è molto più snella di quella italiana, anche se, forse, un pò più lenta.