Vivere a Maspalomas (Gran Canaria): la storia di Francesco

Francesco cinque anni fa, in seguito ad alcuni problemi sul lavoro, decise di abbandonare l’Italia con la sua famiglia e di trasferirsi da Varese a Gran Canaria, e più precisamente a Maspalomas, nel sud dell’ isola. Una scelta difficile da prendere, nonostante la pessima situazione in Italia, ma affrontata con coraggio e con il desiderio di una vita migliore in un posto “al sole”.

Francesco, dove vivi precisamente?

Vivo in Maspalomas, nel sud dell’isola di Gran Canaria. Precedentemente ho vissuto e passato molti anni nella pianura padana, in provincia di Varese. Purtroppo, quasi cinque anni fa, la ditta presso cui lavoravo si trovò ad attraversare un brutto periodo, così, ancor prima che chiudesse, decisi di dimettermi per non perdere quel poco che mi spettava di liquidazione. Fu per me un bruttissimo periodo, anche perché era nato da poco mio figlio, per cui le spese familiari erano conseguentemente aumentate, così, parlando con mia moglie pensammo: “perché non provare un altro tipo di vita in un altro Paese?”. Certo la decisione non è stata facile, perché muoversi da solo è una cosa, farlo con famiglia è ben differente!

Immagino, anche perché all’epoca tuo figlio aveva solo pochi mesi. Ma come mai decideste di trasferirvi proprio nelle isole Canarie?

Cercavamo un posto al “sole”, dove però in caso di emergenza, il bambino non avrebbe avuto problemi nel ricevere attenzioni e cure mediche, quindi la nostra scelta puntava sull’Europa. Leggendo un giornale, vidi alcuni annunci di lavoro in cui cercavano gente bilingue (inglese-spagnolo) qui in Gran Canaria. Così inviai il mio curriculum e, dopo un certo periodo, fui chiamato.

Sicuramente maturare una scelta quale quella di un trasferimento, non sarà stato facile.

Decisamente! La scelta non fu affatto facile, nonostante io e mia moglie eravamo consapevoli che continuare a vivere qui in Italia sarebbe stato impossibile. Non riuscivamo ad arrivare a fine mese e ogni giorno la situazione si faceva sempre più critica, quindi avevo solo due scelte: continuare l’agonia in Italia o provare un’altra strada, finché eravamo in tempo. Non volevo aspettare ancora, altrimenti avrei creato ulteriori disagi al bambino, con cambi di scuola, di lingua, di amici, ecc..

Avevi dubbi, timori al momento del trasferimento?

Moltissimi, legati soprattutto a mio figlio. Nel mio caso invece, parlando già lo spagnolo, adattarmi al luogo è stato meno difficile, anche se comunque abbiamo dovuto affrontare anche differenze culturali oltre al problema della lingua.