Durante la Guerra Civile numerosi comuni e villaggi vennero rasi al suolo, distruggendone gran parte del patrimonio monumentale: fortunatamente Benaocaz riuscì a nascondere un gran numero di documenti storici, e l’archivio cittadino oggi vanta documenti risalenti al 1515.

Da non perdere

Il quartiere arabo, la parte più antica e meglio conservate dell’intera regione. Ancora visibili i resti di case signorili, ceramiche ed un tessuto stradale di chiara impronta antico-romana.

Il Castello di Aznalmara. Dichiarato patrimonio d’interesse culturale. Le testimonianze della vita all’interno del castello sono raccolte nelle “Cronache dei Re Cattolici” di Diego de Valera, dove se ne decantano la struttura e la vita quotidiana nel patio interno. Della fortezza oggi rimangono le fondamenta e la splendida piazza d’armi, da dove è possibile ammirare una cisterna oer la raccolta dell’acqua piovana

La Calzada Romana: ovvero la strada principale che collega Benaocaz ad Ubrique, dove sono ancora visibili resti di edifici d’epoca romana.

Parrocchia di San Pietro, in tipico stile rinascimentale, è costruita sui resti di un’antica Moschea. La parte inferiore della torre del campanile è l’originale araba.

Il Comune, a due piani in stile barocco (tranne il tetto, originale in stile arabo). La facciata esterna si compone di due gallerie divise in corridoi interni. Al centro lo stemma reale dei Borboni. Qui sono raccolti docuemnti che datano al XVI secolo.

Gli eremi di San Blas (1716), Del Calvario (XVIII secolo), e l’ecomuseo.

Le Feste

Il 3 Febbraio si fetseggia San Blas, con messa e processione popolare.

La prima domenica di Giugno la Romería in onore di San Esteban, con messa e processionead “Agua Nueva”, dove si tiene un tradizionale concerto musicale.

Il 14 agosto si festeggia la suelta del toro, tradizione del XV secolo.