E ora a Las Palmas di cosa ti occupi?

Mi occupo di ricerca, sviluppo e consulenza IT per enti pubblici in ambito di destination marketing, nonché di innovazione tecnologica, applicata alla comunicazione e marketing del turismo e del territorio.

Puoi dirci di cosa si tratta precisamente?

Da un lato, faccio il consulente degli enti pubblici e delle realtà private in progetti d’adozione delle tecnologie per la promozione e lo sviluppo del turismo e della comunicazione e dall’altro, ho aperto proprio a Las Palmas, EZD Technologies (www.ezdtech.eu), un centro R&D in ambiti come la computer vision, le reti neurali ed i sistemi tecnologici “intelligenti”, per soluzioni rivolte agli ambiti dei quali mi occupo.

Hai incontrato delle difficoltà nell’apertura della tua attività?

Scherzi? In confronto al tedio di una srl Italiana, fare impresa nella maggior parte del “mondo civile” è una passeggiata. Mentre espletavo le varie formalità, dalla richiesta del NIE (come il nostro codice fiscale, per gli stranieri), dal notaio e dal commercialista per la costruzione dell”azienda, dagli incaricati del governo per ricevere lo status di impresa speciale (il mio infatti è un centro di ricerca il cui status è riconosciuto dal’UE), la sensazione netta che ho avuto è stata quella di una chiacchierata fra amici.

Pensa che, con “la” notaio, siamo finiti a parlare di ristoranti, di cuochi italiani e spagnoli. Inoltre, uno degli amici che vedo più spesso a Gran Canaria, quando i rispettivi impegni ci trovano entrambi “en la isla”, è uno dei dirigenti dell’azienda governativa ZEC, che supporta le imprese innovative e lo start-up di impresa in Canarie, con il quale ho scoperto di condividere passioni da gastrofanatico e molto altro, cose che hanno portato da subito, alla nascita di una bella amicizia. In Italia invece, il notaio, abituale frequentatore del mio paesino d’origine, era un amico di famiglia e del mio commercialista e tuttora, mi tratta ancora come un re tratterebbe un plebeo?

Sei stato in altri Paesi oltre Las Palmas?

Si, ho girato molto e devo dire che tutti i Paesi che ho visitato, mi hanno colpito per qualcosa, anche i “fintissimi” Emirati hanno un qualche fascino, se lo si sa cercare..

Quali sono le maggiori differenze tra il vivere a Las Palmas e il vivere in Italia?

La risposta che mi viene in mente è che qui SI VIVE, ovvero ci si gode il quotidiano, mentre in Italia ci si ritrovava a SOPRAVVIVERE, inseguendo i ritmi di un lavoro e di impegni burocratici. Ho fatto mio, da tempo, un detto Cileno che recita “preferisco essere una persona che lavora fra un pasto e l’altro, che uno che mangia fra un turno di lavoro e l’altro”; è sicuramente una semplificazione, ma rende l”idea di quello che abbiamo trovato e che, soprattutto, ricercavamo. Altro aspetto importante riguarda il costo della vita, molto più basso della media italiana e la cosa è amplificata dall’assenza di riscaldamento, degli abiti invernali (per chi resta sempre sull’Isola) e, visto che i mezzi funzionano alla grande, si può arrivare ovunque velocemente senza possedere un’auto; scelta che io ho felicemente sposato, per abbattere ulteriormente lo stress e, devo dire, che adoro girare autobus. Non vorrei sembrarti monotematico, ma la seconda parte dell’esempio di prima, finisce con l’amico che ci porta in un ristorante, premettendo: “qui mangeremo dell’ottimo pescato, ma purtroppo non è molto economico”… conto: 12€ a persona; non ti dico i salti di gioia del Ligure che è in me.

Cosa ti ha colpito maggiormente del posto in cui vivi?

Due gli aspetti che mi hanno colpito maggiormente; la sensazione di relax nell’affrontare le cose ed il fatto che, nonostante la crisi abbia colpito seriamente anche e soprattutto in una zona limitata come le isole, le persone non hanno perso un approccio positivo e rilassato e paiono non conoscere il significato della parola “pessimismo”. Un esempio forse banale, ma per me illuminante: quando arrivammo erano le 23,00 e ci dissero che potevamo andare a cena fuori senza problemi, in Italia invece, avremmo ricevuto sicuramente, delle sonore pedate dai ristoratori.

Sicuramente sarai a conoscenza del momento di crisi in cui versa l’Italia e della mancanza di lavoro che, ormai, ha colpito tutte le fasce d’età.

Si, purtroppo seguo con apprensione quello che sta avvenendo in Italia, ma anche qui la crisi ha colpito seriamente le isole, dove l”industria del turismo e delle costruzioni erano, come nel resto della Spagna, l’ossatura del tessuto industriale. Detto questo però, il turismo si sta ora riprendendo alla grande e questo crea nell”immediato, spazi per chi vuole fare impresa in questo settore ed in prospettiva creerà ulteriori opportunità d’impiego, per chi vorrà lavorare nella ricettività, nella ristorazione e nei settori connessi. Dall”altro lato, per chi come me vuole concentrarsi sulla qualità della vita ed ha la fortuna di poter avere la sede qui e lavorare altrove, è davvero una situazione idilliaca.

Se volessi trasferirmi a Las Palmas, a cosa andrei incontro?

La risposta a questa domanda, difficilmente è univoca; molto dipende dalle aspettative e dall’approccio individuale credo; posso dire che per noi è stato molto semplice, la burocrazia che ci era stata presentata come lenta e farraginosa, per noi abituati all’Italia, è parsa di livello Svizzero: tempi e costi per ottenere documenti e procedure, estremamente contratti.

La difficoltà più evidente, per quanto banale, contro cui potresti scontrarti, è la lingua: pensi sempre di cavartela con l’Inglese e che “in fondo, italiano e spagnolo sono uguali”, mentre, per me che non parlavo una parola, è stato un pò un campanello d’allarme il fatto che, neanche i tassisti in aeroporto parlassero inglese; quindi consiglierei una buona base di spagnolo e tanto impegno. Un’altra difficoltà, riguarda ovviamente il trasferimento di eventuali “beni&affetti”, un esempio: abbiamo due grandi cani e trasferirli in sicurezza (senza il rischio che patissero o peggio, morissero in una stiva malpressurizzata d’aereo o di paura, come abbiamo frequentemente letto) è stato un dilemma. Alla fine abbiamo optato per un traghetto da Cadice, che offriva gabbie sul ponte per gli animali, dove era possibile andare a trovarli per passeggiarci insieme. Rispetto all’aereo, i tempi di viaggio sono sicuramente più lunghi, ma per chi possiede animali, la differenza è nettamente evidente.