Esiste poi il “Mercato Nero” delle opere di Picasso, che la Picasso Administration tenta in ogni modo , ed in vano, di frenare: ogni anno centinaia di ditte producono qualunque oggetto possibile con la marca “Picasso” (ovviamente illegalmente). Un esempio ci viene dal cinema: quando nel 1996 Cameron utilizzó una replica de “Les Demoiselles d’Avignon” in Titanic, mostrando come il quadro sprofondasse nel mare al momento del naufragio, la Picasso Administration intervenne dicendo che “La scena non era utilizzabile perchè non credibile”: il quadro, infatti, era rimasto esposto al MOMA durante gli ultimi 60 anni, e non aveva mai fatto parte dell’arredamento del Titanic. La scena non si eliminó, e la Picasso Administration chiese – ottenendola – un’importante somma come risarcimento.

La Picasso Administration suscita, nel mondo dell’arte, varie critiche, soprattutto riguardanti la formazione accademica (nulla) degli eredi, il fatto che ancora non abbiano organizzato un catalogo monografico delle opere dell’artista. Claude a questo risponde che ancora non è stato realizzato il catalogo, perchè opere ed oggetti di Picasso continuano ad essere scoperte, e sarebbe impossibile crearne uno “fisso”.

eredi di pablo picasso

E 25 anni fa le cose si complicarono: fino ad allora, infatti, Maya era l’unica erede cui si rivolgevano le case d’asta per autenticare le opere del padre, ma poi intervenne il fratello Claude, che senza avvisare la sorella, inizió a fare lo stesso. In quel momento il “pericolo” era che uno dei due firmasse un’autenticazione e che l’altro non concordasse…cosa che capitó e che portó ad una situazione insostenibile. Nel 2012 quattro degli eredi (Paloma, Claude, Marina e Bernard) annunciarono, in una lettera, la creazione di un nuovo procedimento per l’autenticazione delle opere di Picasso: in pratica riconoscevano solamente l’autoritá di Claude. Maya non faceva più parte del processo di autenticazione delle opere del padre, ma continua – seppur a denti stretti quando si tratta della relazione con Claude – a collaborare attivamente con la famiglia e l’ Amministrazione. Nonostante le dure critiche, comunque, il mondo dell’arte considera Claude un’ottime gestore della Picasso Administration.

Sua madre, Françoise Gilot, abbandonó Picasso quando Claude e Paloma avevano appena sei e quattro anni; quando nel 1964 la Gilot scrisse il libro “La mia vita con Picasso”, l’artista si infurió e fece di tutto perchè il libro non fosse mai pubblicato, ma non ci riuscí, e da quel momento smise di vedere sia Claude che Paloma. Sia Claude che la Picasso Administration sono abituati al carattere conflittuale della famiglia: un tratto del carattere dell’artista che permane tuttora. Picasso morí nel 1973, ed alla famiglia (tranne l’allora sposa Jaqueline con il figlio Pablo) fu proibito partecipare alla cerimonia.

eredità pablo picasso

L’altra faccia della medaglia è l’estrema generositá che tutti i Picasso hanno dimostrato quando si è trattato di donare opere a Musei o Associazioni benefiche. Secondo il Diritto Internazionale gli eredi sono possessori dei diritti patrimoniali fino al 2043, anno in cui si celebrerá il 70° anniversario della morte di Picasso, ma nessuno dubita che possano sopravvivere anche senza questi diritti: i beni e le proprietá che posseggono saranno sufficienti per le prossime due generazioni.