IL MASSICCIO CENTRALE DE LOS URRIELES

Situato tra le valli scavate dai fiumi Cares e Duje, il massiccio centrale è senza dubbio il più imponente ed importante dei tre. Qui si trovano le cime più elevate di tutta la catena dei “Picos de Europa”: 38 di esse superano i 2500 metri e ben 14 i 2600 metri: su tutte valga Torre de Cerredo, che con i suoi 2650 metri rappresenta la cima più alta di Spagna, ed è considerato il tetto dell’ intero massiccio.

Sebbene meno esteso del Cornión, il massiccio de los Urrieles è più famoso del precedente perchè è da qui che nacque il mito dei “Picos de Europa”. In quest’area, infatti si trova Picu Urriellu, autentico simbolo della montagna asturiana e luogo di cui si sono scritte alcune tra le più belle pagine dell’alpinismo spagnolo, sin dalla sua conquista nel 1905 da Pedro Pidal.

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Andando in direzione nord – sud, le prime cime sono quelle del gruppo della Peña Main, di cui fanno parte La Cabeza la Mesa e Cabecina Quemada, dalle quali si gode di una vista unica e spettacolare sul cuore del massiccio de Los Urrieles.. Verso ovest si trova il paese di Bulnes, geograficamente isolato, che da il nome alla base del massiccio El Naranjo de Bulnes: questa, assieme alle montagne che la circondano, da forma al Jou Tras el Picu, una serie di cime (tra i 2332 metri della Torre del Carnizoso, ai 2554 della Morra), che formano un cerchio e creano una gola tanto spettacolare quanto profonda.

Limite meridionale di questa parte del massiccio è rappresentata dalle Torres del Tiro navarro, un insieme di tre cime, di cui la più alta supera i 2600 metri, mentre ad est rimane la Peña Castil, un’imponente piramide di 2444 metri.

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Menzione a parte merita il Grupo de Torrecerrado, vero e proprio simbolo de Los Urrieles: con i suoi 2650 metri rappresenta il punto più elevato del massiccio, da cui si gode di una spettacolare vista sulla Peñas Santas. Da qui parte, inoltre, la “Muraglia di Amuesa” in cui troviamo un singolare sistema chiamato del Trave che, con i suoi 1441 metri di profondità è il più importante di quelli che si trovano nei “Picos de Europa”.

Alcune tra le cime principali de Los Urrieles, come la Torre Bermeja, o la Torre de la Párdida offrono panorami unici sia verso il Cornión che verso Bulnes e Torrecerrado. Seguendo la frontiera asturiano-leonesa vediamo sorgere le tre cime di Picos Arenizas e di Pico Tesorero (2570), particolarmente importante, perchè è il punto in cui si incrociano le tre provincie che si suddividono i “Picos de Europa” (Asturia, Cantabria e León). Proprio nella provincia della Cantabria si trova la cima più elevata di questa parte del massiccio: la Peña Vieja, con 2619 metri.

Singolare è il rifugio che si trova nella parte sud di Los Urrieles, il “Rifugio Veronica”, la cui struttura a cupola metallica venne realizzata con i resti degli aerei caduti sulle montagne durante la guerra.

Il limite tra il massiccio di Los Urrieles e quello di Ándara si trova nel pittoresco Lago de las Moñetas e nelle praterie di Áliva, da dove nasce il fiume Duje. Lungo questo percorso troviamo una teleferica che congiunge Fuente Dé con il paese di Liébana, vera e propria gemma incastonata tra le montagne dei “Picos de Europa”. In questa parte, la più meridionale del massiccio de Los Urrieles, si innalza una gran muraglia, chiamata Peñas Cifuentes, la cui estensione ha reso necessaria la realizzazione di due passi. La più spettacolare cima di questa parte del massiccio è quella di Torre del Friero (2.445 mt), che presenta la più difficile e allo stesso tempo imponente delle pareti.

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IL MASSICCIO ORIENTALE DI ÁNDARA

Questa parte dei “Picos de Europa” è la meno estesa e la più modesta: le vette non sono alte come le precedenti, ed il tetto di questo massiccio è la cima di La Morra de Lechugales, con “soli” 2444 metri. Il cuore di questa parte del massiccio si trovano i Picos de Camara e di Pozàn, che con i loro 2050 e 2188 metri rappresentano le scalate più importanti del massiccio di Ándara.  Particolarmente importante è il Pico del Sagrado Corazón (2214 mt), dove dalla fine del secolo XIX la gente del luogo celebra una cerimonia simbolica rivolta a proteggere la montagna e chi la percorre o la abita. Da questa cima si elevano, verso nord, diverse vette, tra cui el Pico de Samelar (2.227 mt), il Canto de la Concha (2.093 mt), l’ Alto de las Verdianas (2.024 mt), che poi vanno perdendo altezza man mano che si arriva al limite dei “Picos de Europa”, di soli 1300 metri.

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FLORA E FAUNA

Nonostante sia il suo habitat naturale, sorprende la presenza del camoscio su queste montagne, che con agilità riesce a raggiungere anche le zone più elevate ed impervie. Le aree più accessibili sono ricchissime di esemplari più “comuni”, come caprioli, volpi, cinghiali, orsi e lupi. Più di 100 sono le varietà di uccelli che abitano il Parco Nazionale dei Picos de Europa, tra cui l’aquila reale, l’aquila biancone, l’avvoltoio, il grifone ed il gipeto.

La scarsa distanza dei “Picos de Europa” dalla costa permette lo sviluppo di diverse specie vegetali tipiche sia del Mediterraneo sia dell’ Atlantico, differenziandosi a seconda dell’altitudine.

Attualmente il Parco Nazionale dei Picos de Europa è il secondo più visitato di Spagna, dopo il Parco Nazionale del Teide a Tenerife.

A cura di Diletta Fraizzoli