In Italia lavoravi?

Si certo, anche se ultimamente non avevo un posto fisso, ero assistente informatico e naturalmente anche fotografo. Entrambi i lavori sono passioni che coltivo e studio da ragazzo.

Ti sei sentito subito parte integrante di questa nuova realtà o hai avuto qualche difficoltà?

Dal primo giorno in cui sono arrivato mi sono sentito come a casa, la cultura Italiana e quella Spagnola sono molto simili. Bisogna solo fare un po’ di pratica con la lingua (non c’è libro che tenga), poiché l’italiano e lo spagnolo pur essendo molto simili, hanno a volte parole identiche ma con significato completamente differente, ed è facile cadere in qualche simpatica gaffe. Anche il mio stile di vita non è cambiato molto, a parte il fatto che ora vado al mare più spesso grazie al clima perfetto tutto l’anno. Per il resto non c’è molta differenza, anche qui come a Bologna, ogni occasione è buona per far festa e passare del tempo con la famiglia e gli amici.

Trasferirsi è sempre una scelta difficile. Lasciare i propri affetti, la propria città, per reinventarsi una nuova vita. Chi ti è stato vicino in questo momento delicato?

Facile o difficile, secondo me tutto dipende da quanto realmente vuoi una cosa. Tra le persone che mi sono state vicino, la prima fra tutte è mia madre, che mi ha sempre appoggiato in tutte le scelte che ho fatto e che tuttora, mi da la carica ogni volta che ci sentiamo per telefono, poi Maria, la mia ragazza con cui ho vissuto un paio d’anni in Italia e con cui ho deciso di trasferirmi qui, a casa sua, dove sono stato accolto a braccia aperte. Ovviamente, ci sono dei momenti in cui pensi agli amici o alla famiglia lontana, ma mi basta fare una telefonata, per sentire il loro supporto e il loro affetto. E poi ora con internet è tutto più semplice ed economico, con le chiamate gratuite in quasi tutto il mondo. In questo percorso, devo riconoscere di essere stato molto fortunato e questo grazie alla mia ragazza che, essendo del posto, mi ha indicato come muovermi per sbrigare tutta la documentazione necessaria al mio trasferimento. Per questo motivo, ho deciso di scrivere nel mio blog abagalini.wordpress.com alcuni post che possano essere d’aiuto a chi volesse venire qui a Gran Canaria, e non ha alcun contatto diretto a cui chiedere informazioni di vario genere.

E’ sicuramente una bella iniziativa la tua. Quindi, da quello che ci hai detto, è difficile trovare un lavoro …

Decisamente si, purtroppo la situazione lavorativa qui a Gran Canaria non è molto differente da quella italiana, in più bisogna stare attenti a non sottostare a contratti da “schiavi”, ossia qualche contratto temporaneo da 600 euro al mese, dove ti obbligano a lavorare 10 o 12 ore al giorno senza neanche un giorno di riposo. Questo capita di sovente in imprese di immigrati, i quali, a loro volta, sfruttano i giovani che arrivano nell’isola.

trasferirsi a gran canaria

Che emozione hai provato quando hai realizzato di trovarti in una nuova terra?

Come in un qualunque viaggio che si intraprende, che sia di vacanza o di cambiamento, la prima sensazione che si prova è di libertà. In seguito poi, si viene travolti dall’emozione per la scoperta di nuove cose, nuova gente e nuovi posti.

Sei soddisfatto della tua nuova vita o ti porti dietro qualche rimpianto?

Sono del parere che, se non si fanno esperienze nella vita, non si impara, conseguentemente, se non si impara qualcosa di nuovo, non si cresce. Sono soddisfatto della mia nuova vita, in questa realtà di cui ormai mi sento parte integrante.

Per fortuna non mi sono mai trovato nella condizione di avere dei rimpianti per qualcosa che ho fatto, anche perché penso che ci sono passi che uno deve compiere e solo una volta affrontati ci si può rendere conto se la scelta fatta era quella giusta. Come diceva Steve Jobs: “non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete unirli solo guardando indietro.” Se si ha un’idea è meglio cercare di farla diventare realtà. Qui ci sono tanti come me, che hanno deciso di trasferirsi e non sono solo giovani. Ci sono persone di tutte le età che si trasferiscono, anche pensionati, che trascorrono dai tre ai sei mesi qui e il restante periodo dell’anno nella propria terra natale. La gente qui è più aperta verso gli altri, più solare, forse è dovuto al clima, non a caso la chiamano l’isola dell’eterna primavera.

trasferirsi a gran canaria

Quali sono i pro e i contro del vivere a Gran Canaria?

Tra le cose positive c’è sicuramente il clima. Qui la temperatura è mite tutto l’anno, non è mai freddo freddo e non è mai caldo caldo, quindi si possono fare attività all’aperto per tutto l’anno senza problemi. Ci sono parchi naturali unici al mondo con una flora incredibile, protetti fino all’inverosimile, pensa che nel bosco di Laurisilva non si può raccogliere neanche una pietra! Gli affitti poi, sono decisamente inferiori rispetto alle grandi città italiane, forse anche dovuto al momento difficile che stiamo attraversando, ci sono tanti appartamenti e case sfitte o in vendita, con il conseguente calo dei prezzi. Per il resto tutto è proporzionato agli stipendi, bisogna poi tenere conto che qui non c’è l’IVA come nella penisola, ma l’IGIC (Impuesto General Indirecto Canario) che è nettamente inferiore. A livello sanitario siamo sullo stesso piano dell’Italia, proprio ieri al telegiornale hanno dato la notizia che quasi 30.000 (trentamila) persone in Spagna, sono in attesa di un intervento. Se andiamo nel dettaglio, qui sulle isole principali, per lo meno a Gran Canaria, abbiamo tre grandi ospedali ed uno un po’ più piccolo con reparti nuovi e rinnovati per offrire migliore assistenza, visto che c’è gente che viene anche dalle isole vicine. Però sfortunatamente, per un’assistenza specialistica particolare o per casi più gravi, è necessario il trasferimento alla penisola iberica. Tra le altre cose, nel bene e nel male, qui non si paga il ticket per il pronto soccorso.