E ora, a Valencia, che attività svolgi?

Ora a Valencia lavoro come receptionist per un Youth Hostel, un ostello giovanile. E’ un ambiente molto dinamico, giovane e ci tengo a precisare che da subito ho avuto un contratto regolare, ho iniziato col part time e poi sono stata assunta a tempo pieno, sempre in condizioni del tutto regolari e umane.

Hai trovato molte difficoltà ad apprendere la lingua?

No perché ho studiato spagnolo all’università e in precedenza avevo già vissuto per un periodo a Siviglia, quindi quando sono arrivata già conoscevo la lingua.

Ogni giorno sei a contatto con tanta gente, specialmente ragazzi, è facile riuscire a comunicare?

Si, in generale non ci sono grossi problemi. Il tipo di turista che alloggia in un ostello come il mio è di solito un backpacker (zaino in spalla), senza grosse pretese e di mentalità aperta. Si è a contatto con gente di tutto il mondo, anche tra i miei colleghi solo due sono spagnoli e questo ti aiuta veramente a vivere la multiculturalità in maniera naturale e utile.

Viene molta gente dall’Italia?

Tantissima. Gli italiani non mancano mai, che siano studenti, viaggi di gruppo o anche famiglie con bambini piccoli. D’alta parte Valencia è adatta a qualsiasi tipo di turismo. Ci sono anche moltissimi italiani che vivono qui o che arrivano in cerca di lavoro. Non tanti come a Barcellona o Madrid, ma col tempo anche qui sono sempre di più. La Spagna è sempre vista un po’ come un mito dall’Italia.

Qual è stata la reazione della tua famiglia e dei tuoi amici davanti alla decisione di trasferirti?

Beh, dato che sono andata via di casa subito dopo la maturità, i miei genitori erano abituati già da tempo a non avermi vicina. Poi mi è sempre piaciuto viaggiare, non credo che abbia stupito nessuno la mia decisione di trasferirmi all’estero. In realtà sono a un’ora e mezza di volo da casa dei miei, se fossi andata a vivere in un’altra città italiana non sarebbe cambiato molto, ma la parola “estero” fa impressione. A me non sembra neanche di essere all’estero, per me i confini geografici non hanno una grande importanza.

Quando hai deciso di trasferirti definitivamente a Valencia?

Quando sono arrivata era luglio. Pensavo di conoscere un po’ la città, ambientarmi e organizzarmi (casa, documenti, lavoro eccetera). Se fosse andata male avrei passato l’estate da turista e poi sarei ripartita, altrimenti sarei rimasta. A settembre ho iniziato a lavorare e a quel punto ho deciso di rimanere definitivamente.

Ti senti gratificata da questo lavoro o speri in qualcos’altro?

Mi sento gratificata dal lavoro e mi piace molto. Ciò non esclude che in seguito potrei cambiare lavoro, anche se mi piacerebbe restare nel campo del turismo.