Cosa invece hai volutamente preferito lasciarti alle spalle?

Ho vissuto in una piccola realtà di provincia, dove la gente si comporta schematicamente. Stesse idee, stessi atteggiamenti, stessa maniera di vivere, restii ai cambiamenti. Un solo modo di concepire la realtà, che non è da considerarsi un difetto, perché probabilmente porta alla tranquillità. È un pensiero che ho riscontrato e condiviso con molti ragazzi della mia generazione. Però quando fai alcune esperienze, conosci altre cose, ti lasci inevitabilmente alle spalle questo modo di pensare.

Quando hai lasciato l’Italia sapevi a cosa andavi incontro?

Certo che no e questo mi ha dato lo stimolo per farlo. È vero, già conoscevo la città, ma lasciare l’Italia ha sempre rappresentato una sfida. Può essere una salto nel vuoto, non sai cosa ti aspetta e chi incontrerai. È un po’ come scartare un regalo. Può essere una delusione, ma non lo saprai mai finché non lo avrai aperto. Il primo passo è il più difficile.

Dove ti vedi in un prossimo futuro?

Non ne ho idea, “La vida da mil vueltas”, ovvero non si sa mai cosa ci riserva il futuro. Mi trovo bene a Madrid, ma non nascondo la voglia di fare un’altra esperienza, di mettermi di nuovo in gioco, però non saprei dove. Per il momento penso che sarà difficile tornare in Italia, ma penso che sarà ancora più difficile che lasci l”Europa, avendo la possibilità di restare “vicino” alla mia famiglia.

Spero solo di non avere rimpianti…

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A cura di Nicole Cascione