Dopo il gran successo ottenuto con il Suo primo romanzo, come vive la pubblicazione di questo secondo libro ?

Bene…sono cosciente di aver dato il massimo in questo mio secondo lavoro: vi ho dedicato tempo, entusiasmo e speranze. Ora la chiave del successo è in mano ai lettori: sono loro che decidono o meno il successo di un’opera.

In un momento così delicato per l’industria editoriale (gli ultimi 5 anni hanno dato saldi negativi alle vendite), pesa la responsabilità di mantenere le aspettative di milioni di lettori ?

No, non pesa: sono grata per tutto ciò che il mio primo romanzo mi ha regalato. Non si tratta tanto di responsabilità, quanto di un’immensa gratitudine ed una gran soddisfazione. La Spagna è ricca di persone che non vedono l’ora di leggere un buon libro…il problema è che si pubblica troppo.

Come docente ed autrice, crede che il problema della lettura in Spagna sia culturalmente strutturale, o sia un fenomeno legato a questi tempi di crisi ?

Non credo sia colpa della crisi. Purtroppo non abbiamo una ricca tradizione come “lettori”: non siamo un paese che legge. In Spagna non si promuove la lettura, e questo è un problema di educazione che purtroppo non si sta nemmeno cercando di risolvere.

Com’è il rapporto con i suoi lettori?

Molto stretto, cordiale, arricchente. In questo periodo di promozione, ad esempio, so di aver davanti giorni e giorni di intenso lavoro, ma so anche che potrò incontrare tantissimi lettori: persone felici di conoscerti, e di confessarti le loro emozioni dopo aver letto un tuo lavoro, che si sentono “complici” di un backstage letterario.

Certo il fatto di aver avuto tra lettori VIP Mario Vargas Llosa (che ha molto elogiato “La notte ha cambiato rumore”) la pone già ad alti livelli

Si, ne sono consapevole. Confido nel fatto che “Misión Olvido” sia una storia che torni ad appassionare i lettori perchè – sebbene sia molto diversa dalla precedente – ha dei punti in comune con “La notte ha cambiato rumore”. La carica emotiva ed umana del romanzo, le passioni, le emozioni … si tratta di qualcosa che ci accumuna tutti, che tutti condividiamo. Io considero questo romanzo un vero “pezzo di vita”.

scrittrice

Pensava da molto a questa trama ?

L’idea mi venne per caso, durante una visita alle ultime missioni francescane del nord della California (a Sonoma): mi affascinarono, e mi chiesi come mai nessuno aveva ancora raccontato nulla al riguardo. Mi ripromisi che un giorno o l’altro l’avrei fatto io. In breve tempo divenne un progetto, ma il successo di “La notte ha cambiato rumore” mi travolse, lasciandomi del tutto priva di energie. Sono stati anni intensi, ma sapevo che mi sarei ritagliata del tempo per completare il progetto.

L’ha mai infastidita tanto successo ?

No, ma è necessario saper porre dei limiti, ero cosciente del fatto che non potevo farmi assorbire del tutto da questo successo: esserne orgogliosa sì.