Come è cambiata la tua vita dopo il trasferimento?

Sono più sereno, meno stressato e quindi sto meglio fisicamente. E’ stato come ritornare un po’ ragazzo dal punto di vista psicologico.

Quale è stata la tua prima impressione di Adeje?

Di incredulità, pensavo di essere in Africa invece, Santa Cruz de Tenerife è una citta europea a tutti gli effetti.

La situazione economica e lavorativa delle Canarie è molto lontana da quella italiana?

Non molto, direi piuttosto similare in quasi tutte le sue sfaccettature, solo nella parte istituzionale ci sono maggiori differenze, poiché si ottengono risposte in tempi brevi. E’ un’ isola e come tale, ha un regime fiscale agevolato ed uno statuto di autonomia riconosciuto a Madrid e in Europa, un po’ come quello dell’ autonomia speciale Trentina. Inoltre, il dibattito politico e culturale è simile ed anche le problematiche della gente sono ormai livellate sugli standard europei.

Quali sono gli aspetti positivi e quali quelli negativi ?

Qui c’è una forte identità territoriale, che però dovrebbe essere sfruttata maggiormente nel confronto con i Paesi del mondo per diventare un punto di forza. A volte, invece, tale identità territoriale, porta inevitabilmente ad una chiusura.

Sapresti dirmi tre aspetti positivi di Adeje?

Clima, EURO-ZONA, SICUREZZA.

In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti ai giovani disoccupati italiani?

Di accrescere culturalmente la loro capacità di relazioni internazionali, come lo studio delle lingue e tanto altro. Da qui parte una più facile collocazione nel mercato del lavoro in Italia ed all’estero

Per scrivere a Giacomo Bezzi:

Indirizzo e-mail: bezzigiacomo@gmail.com

Intervista a cura di Nicole Cascione