Che attività svolgi attualmente? E quale attività svolgevi in Italia?

Ho da 10 anni una attività immobiliare e di gestioni turistiche tra l’Italia e le Isole Canarie. In Italia ero un imprenditore edile turistico e politico.

Quali erano le tue aspirazioni e i tuoi progetti al momento del trasferimento?

Dal punto di vista professionale, desideravo allargare ed aprire i miei orizzonti di lavoro rimanendo però in Europa ed a 4 ore di aereo dall’Italia, dal punto di vista privato, invece, desideravo vivere in un posto “caldo” nella zona euro dove la sicurezza sociale, la tranquillità ed il clima aumentassero la mia qualità della vita.

Sei riuscito a realizzare ciò che desideravi?

Credo di essere sulla buona strada.

Ti senti ancora un po’ italiano?

Italianissimo, sono anche il cofondatore del Movimento Associativo Italiani estero MAIE e responsabile per l’Europa. Inoltre, continuo ad interessarmi delle vicende italiane, meno di quelle trentine.

Quali sono gli aspetti di Adeje che cambieresti?

Ci sono le elezioni amministrative ed ho suggerito ai miei amici candidati, se eletti, di avere il coraggio di portare avanti la loro identità di popolo canario e di riuscire a spiegare ai loro figli e ai giovani che, aprirsi di più al mondo e creare un ponte socio-economico sull’Africa, può rappresentare un’importante opportunità.

Al momento del tuo trasferimento definitivo, hai avuto paura di fallire?

No, perché nella vita, mai nessuna scelta è da considerarsi definitiva. Non ho lasciato tutto alle spalle, ho solo ho deciso di chiudere, dopo 15 anni, alcune esperienze professionali e politiche, per dedicarmi ad altre idee e opportunità che mi stimolavano maggiormente. Ormai i tempi dell’emigrazione con la valigia di cartone e la nave sono passati, noi siamo con un piede in Spagna ed uno in Italia sempre. Ormai le comunicazioni sono e saranno sempre più facili e daranno a tutti noi emigrati la possibilità di tenere aperto il rapporto con il nostro Paese di origine.