La fortuna tornò a sorridere a El Aguila, che negli anni ’40 e”50 si potè non solo permettere l’acquisizione di diverse piccole aziende produttrici (come ” La Mezquita” a Cordoba, “El Azor” a Cartagena o “La Huertana” di Alicante) e la partecipazione maggioritaria della malteria “Los Angeles”, ma anche la costruzione di malterie proprie nei pressi di Cordoba e di una nuova fabbrica a Valencia.

birra

Gli anni ’60 sono quelli della vera grande espansione nazionale di questa azienda: nel 1966 si inizia la costruzione di una nuova fabbrica a San Sebastián de los Reyes (Madrid), che entra in funzione nel 1969 e che, fino al 1982, rimarrà produttiva fino al 1985 (assieme alla già esistente in Madrid). El Aguila arriva a conquistare anche il nord del paese, con nuove fabbriche in Zaragona, Paesi Baschi e Saragozza. A queste espansioni fanno seguito importanti innovazioni tecnologiche: dalla sostituzione delle botti in legno per quelle in alluminio, l”utilizzo di bottiglie da litro (le litronas), e l’affiancamento alle fabbriche di laboratori per il controllo della qualità. Tutto ciò fece sì che nel 1967 l’azienda El Aguila venisse nominata come la “fabbrica di birra più moderna dell”intera Spagna”.

A partire dal 1972 si creano nuove varietà di birra, come l’ Aguila Dorada, l’Aguila Imperial , l’Aguila Reserva e la prima birra nera mai vista sul mercato spagnolo, la Aguila Sin. Il grande successo di quest’azienda – nata dal sogno di un giovane innamorato del”architettura – portò la Heineken ad interessarsene tanto da acquisire il 32% nei primi anni ’80. Nel 1985 la storica fabbrica di Calle General de Lacy viene chiusa, e la produzione si sposta a San Sebastián de los Reyes e a Cuart de Poblet (Valencia).

Nel 2000 El Aguila si fonde con il Gruppo Cruzcampo, già totalmente acquisito da Heineken. La politica del gruppo è quella di “unificare”, e questo passo porta pian piano alla sparizione dello storico marchio, sostituito da quello di Amstel Beer.

Diletta Fraizzoli