Quando Alì apprese la notizia fu accecato dal dolore, e si gettò in un burrone.  La leggenda racconta che la Montagna – sensibile all’amore tra i due giovane ed addolorata per la decisione di Alì – si aprì, lasciando defluire tutta l’acqua che tratteneva, e che andò a depositarsi in una depressione da cui sarebbe sorta la diga di Tibi (nel 1580 per volere di Filippo II), principale fonte di somministrazione d’acqua della città per secoli.

Cascata Alicante

La principessa Cántara, non appena seppe del suicidio di Alì, decise di seguirlo, e si gettò in un fiume nei pressi della Sierra di San Julian, che da allora ha preso il nome di “El salto de la reina mora” (della regina moresca, ndt). Il padre di Cántara non seppe darsi pace per la morte della figlia e morì poco dopo di crepacuore. Secondo la leggenda la montagna di Benacantil, il monte che protegge la città, prese le sembianze del viso del Califfo addolorato, ed è ora conosciuto come “La cara del moro” (viso del moro, ndt).

Alicante cara del moroa città e la corte saracena, sconvolte per queste dolorose morti, decise di ribattezzare la città con il nome di Alì – Cántara, a ricordo dei due giovani innamorati.

Del generale Almanzor, invece, non si seppe nulla, se non che lasciò la città per proseguire con la conquista di terre in nome del Califfo Hisham II, e che morì nel 1002, a Calatañazor combattendo contro gli eserciti Cristiani di Castilla, Leon e Navarra.

A cura di Diletta Fraizzoli